Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo. (da L'avvenire della Sardegna, Il ponte, ottobre 1951)
Il Consiglio Comunale di Sinnai è convicato alle ore 19.00 del 2 ottobre 2006.
Come accordi pubblico l'ODG dello stesso affinchè tutti i sardisti, e non, ne siano a conoscenza prima. Vi invito a partecipare, perchè è utile, è necessario, è interessante.
Ciao Josto
ODG:
1) Surroga Consigliere Comunale Cappai Antonio;
2) Surroga componente della 4a Commissione Consiliare;
3) Variazione al bilancio di previsione dell’esercizio 2006, al bilancio pluriennale ed alla relazione
previsionale e programmatica del triennio 2006/2008 (art. 175, c. 8 del D.L.vo n. 267/2000);
4) Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 comma 1 lett. a) del D.Lgs. n.
267/2000 per pagamento spese processuali e revisione del canone contrattuale alla Ditta Sitek s.r.l.;
5) Adempimenti di cui all’art.193 del D.lvo n.267/00: salvaguardia degli equilibri di bilancio e ricognizione
sullo stato di attuazione dei programmi dell’esercizio 2006.
6) Richiesta della Società H3G: Approvazione variante allo strumento urbanistico;
7) POR SARDEGNA 2000-2006 Asse I - Misura 1.5 - "Rete Ecologica Regionale". Adozione Piano di
Gestione e approvazione interventi di tutela, valorizzazione e salvaguardia dell'Area SICp "Monte dei
Sette Fratelli e Sarrabus" insistente nel territorio del Comune di Burcei, San Vito, Castiadas, Sìnnai,
Maracalagonis;
8) Legge Regionale n. 12 del 2/8/2005: Approvazione del Piano di riordino degli ambiti territoriali ottimali
dell’Assessorato Regionale Enti Locali, Finanze ed Urbanistica – Servizio Enti Locali;
9) Nomina rappresentanti del Comune in seno alla XXIV Comunità Montana;
Si apre un’ opportunità nella battaglia che la Sardegna sta combattendo per affermare la propria autonomia fiscale.
Con un’ importante sentenza del 6 settembre scorso la Corte di Giustizia europea ha finalmente affermato la possibilità di introdurre forme di fiscalismo di vantaggio a livello regionale. La Corte, infatti, decidendo una causa promossa dal Portogallo, ha affermato la “compatibilità con il diritto comunitario delle agevolazioni adottate da enti territoriali interni, diversi dallo Stato”.
E’ un orientamento nuovo, contrario a quello della Commissione Ue: quest’ ultima si è finora opposta alla possibilità di introdurre agevolazioni regionali, applicando in maniera rigida il divieto di aiuti di stato, con particolare riguardo al requisito della “selettività territoriale”. La Commissione, fino a questo momento, ha qualificato come aiuti di Stato le agevolazioni regionali, ritenendole “selettive”, in grado cioè di avvantaggiare i soli residenti in certi territori.
Per alcune (fortunate ) regioni tali misure sono state finora tollerate in deroga al divieto generale di aiuti di stato dell’art. 87 del Trattato Ce, previo nulla osta da parte della stessa Commissione ed entro i limiti temporali e quantitativi ristretti.
L’ orientamento della Commissione impedirebbe a singole regioni europee di godere di un trattamento privilegiato: se il Nord-Est (che ha un PIL da piccolo Stato e vuol diventare più ricco) o la Sardegna (che ha difficoltà strutturali e vuole uscire dal sottosviluppo) avessero deliberato, anche d’intesa con il Governo, un trattamento fiscale agevolato per i propri territori si sarebbero scontrati con l’orientamento restrittivo della Commissione: sarebbe scattato il criterio della selettività, perché il regime fiscale regionale sarebbe stato qualificato come derogatorio rispetto a quello nazionale.
Ora la presa di posizione della Corte di giustizia consentirà alle Regioni e agli Stati interessati azioni determinate e fondate.
Beninteso va tenuto conto anche della condizione decisiva posta dalla Corte Europea: essa ha infatti, nel caso concreto (che ormai poco conta) respinto il ricorso del Portogallo, che si opponeva alla qualificazione di “aiuti di stato” data alle agevolazioni fiscali decise dalle Azzorre; ma nel far ciò la sentenza non ha seguito l’orientamento della Commissione, bensì ha accolto la tesi del paese ricorrente, appoggiato dalla Gran Bretagna e dalla Spagna, ritenendo che le agevolazioni adottate da enti regionali non siano selettive purchè varate “nell’esercizio di poteri sufficientemente autonomi rispetto al potere centrale”.
In altre parole (e qui si riscalda il cuore sardista), si deve trattare di misure decise da enti dotati di sufficiente “autonomia politica e fiscale rispetto al governo centrale”. Solo in questo caso (ed in presenza di altre condizioni) esse sfuggono al generale divieto di aiuti di Stato.
Può concludersi che probabilmente la Sardegna gode già delle condizioni giuridiche di partenza per potersi vedere riconosciuto in sede europea, un regime di fiscalità agevolata sul suo territorio: l’autonomia speciale sarda, letta anche alla luce della nuova versione dell’art.119 della Costituzione, garantisce sufficiente “autonomia politica e fiscale rispetto al governo centrale”, come richiede la Corte di Giustizia: le altre condizioni dettate dalla sentenza dipendono dal diritto interno e quindi il discorso, ancora una volta, precipita sul terreno della politica: il Governo regionale sardo ha dato in questo campo prove di forza e autorevolezza inimmaginabili solo qualche anno fa: certamente continuerà, favorito dall’evoluzione del diritto europeo, incurante delle opposizioni di retroguardia che sono lo strascico di ogni coraggiosa innovazione.
Fra l’altro, paradossalmente, la battaglia della Sardegna potrebbe coincidere con gli interessi degli Stati europei più grandi, i quali devono subire la concorrenza degli stati più piccoli liberi di attuare (entro limiti abbastanza ampi) una politica fiscale aggressiva, competitiva e di attrazione di capitali dall’estero.
In questo quadro, la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno è propugnata in Italia nei programmi di entrambi i poli, e fortemente sollecitata dalla Confindustria, la quale ha da tempo individuato il tema come decisivo per una ogni politica di sviluppo.
Vi è spazio quindi per la continuazione di un’azione politico-fiscale della Regione che può con successo toccare un nervo vitale della questione sarda.
Abbiamo ripreso i lavori del partito di Sinnai. Entusiasmo e voglia di fare che aumentano e volontà di mettere a punto le parti del programma per cui ci si è impegnati e ci si è presentati agli elettori.
Delibera di apertura della sezione, volontà di seguire i consigli comunali e partecipazione numerosa, come mai non ci si aspetta. Aumentiamo di volta in volta.
La Sardegna è una regione dai mille colori, dai mille tramonti, da tradizioni millenarie che offrono mille emozioni.
Il turista che viene in Sardegna rimane mediamente due settimane, vivendo la spiaggia ed il mare, e sovente nelle giornate particolarmente ventose, visitando il paese per conoscere le sue tradizioni e le sue meraviglie più nascoste dislocate in tutta l'isola.
Oggi la Sardegna offre strutture recettive di qualità, e negli ultimi anni anche strutture abitative nei centri o nelle campagne che offrono ospitalità con il sistema "pernottamento e prima colazione": il B&b, appunto.
Hospitality che si sta sempre più affermando sul territorio e nella mentalità dell'italiano, a differenza di cittadini stranieri soprattutto del nord europa, che da anni sfruttano questo interessante e conveniente vmodo di fare vacanza.