Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo. (da L'avvenire della Sardegna, Il ponte, ottobre 1951)
Ieri sono state recapitate delle buste con dei proiettili al Sindaco di Dolianova ed all'Assessore al Commercio, Paolo Loddo amico e compagno sardista.
-------------trasmetto ui una lettera aperta-------------------------------
Caro Paolo ho appreso dalla stampa dell'intimidazione a te rivolta ed al Sindaco di Dolianova.
Rimango sconcertato, per due motivi:
a) ti conosco e penso proprio che non ti meriti tale affronto
b) penso che un affronto del genere non lo meriti nessuno e tantomeno noi poveri e piccoli assessori
Prendo spunto da queste due piccolissime considerazioni per manifestarti la mia solidarietà e di trasmetterla al Sindaco di Dolianova.
Una solidarietà da cittadino onesto, da Assessore e da politico.
Purtroppo sempre più l'opinione pubblica è carente di informazioni, è carente delle nozioni base di quello che noi piccoli, piccolissimi amministratori facciamo e fatichiamo.
Fare l'Assessore a Dolianova o a Sinnai è passione, è sacrificio, è anche sacrificio economico. Ebbene sì è giusto che si sappia. Un Assessore prende lordi euro 1050,00 che a seconda dell'aliquota applicata al suo reddito può arrivare a prendere euro 825,00 netti sè liberoprofessionista, mentre invece se è dipendente pubblico o privato va a prendere anche e solo 350 euro.
Perchè dico questo? Perchè è giusto che la gente sappia quali sacrifici in generale e nello specifico facciamo noi amministratori. Perchè è giusto che se sbagliamo, e spesso ci capita di sbagliare, lo facciamo in buona fede e magari per convinzione di ciò che pensiamo si possa e debba fare.
E' ingiusto e immorale l'atto a te rivolto.
E' ingiusto perchè è intimidatorio e vigliacco, è immorale perchè anche se qualcuno non condivide ciò che puoi avere fatto ci sono sistemi e metodi democratici e onesti per manifestarlo.
Qualcuno potrà dire perchè una persona sceglie o meglio concorre per fare l'Amministratore. Io risponderei, e spesso mi capita, perchè c'è passione, c'è senso civico, perchè è la democrazia.
Caro Paolo a te ed al "tuo" Sindaco arrivi la solidarietà mia personale, mia istituzionale, mia sardista.
Il prossimo 21 ottobre saremo chiamati a votare nel referendum sulla cosiddetta Legge Statutaria, che riguarda il funzionamento interno delle istituzioni regionali.
Una legge che il Consiglio regionale ha approvato nello scorso mese di marzo affrettatamente, senza che sia stato prima elaborato - ed il ritardo è ormai di sette anni - il nuovo Statuto Speciale, indispensabile per dare alla Sardegna un nuovo ruolo in Italia e in Europa e per disporre dei poteri e delle risorse occorrenti per lo sviluppo.
La legge statutaria vorrebbe regolare il funzionamento della Regione confermando e rafforzando quella enorme concentrazione di potere che già oggi è in capo al solo Presidente della Regione.
Essa non risolve il problema del conflitto d'interessi: se il Presidente o gli Assessori, da lui direttamente nominati, sono grandi imprenditori, non vieta che le imprese di loro proprietà possano partecipare alle gare per gli appalti pubblici indette dalla Regione.
Non riduce il numero delle cariche politiche. Introduce nuove limitazioni del diritto dei cittadini ad essere candidati al Consiglio regionale. Non consente ai cittadini di esprimersi sui privilegi della casta politica.
Limita la partecipazione popolare, aumentando ingiustificatamente il numero delle firme di elettori necessarie per promuovere i referendum e il numero dei votanti necessari per la loro validità.
Esclude i Comuni e le Province dalla partecipazione alle decisioni regionali.
La Legge Statutaria è ispirata a un presidenzialismo autoritario e a un nuovo centralismo regionale.
Nello stesso tempo favorisce il permanere al potere della casta politica e ne esclude il popolo sardo.
Questa legge entrerà in vigore, tuttavia, solo se supererà la prova del referendum popolare, che è stato promosso e sostenuto da numerose persone di diverso orientamento culturale e politico.
I sardi vogliono istituzioni efficienti e trasparenti. Siamo contro la lottizzazione delle istituzioni fra i partiti, ma anche contro una legge che consegna tutto il potere nelle mani di una sola persona, o di gruppi ristretti, espressioni degli interessi economici e politici più forti ed esclusivi. Istituzioni governate non democraticamente, come l'esperienza dimostra anche nell'Isola, non possono soddisfare la domanda di sviluppo e di lavoro della società sarda.
La nostra autonomia regionale deve nutrirsi di una più diretta partecipazione democratica.
Il Consiglio regionale deve rappresentare l'interesse generale di tutti i sardi.
La Regione non deve accentrare su di sé poteri che spettano alle istituzioni locali. I cittadini devono poter controllare l'operato degli amministratori pubblici.
Al popolo non si può impedire di intervenire direttamente nelle decisioni delle pubbliche istituzioni.
Serve perciò una Legge Statutaria totalmente diversa.
Per questi motivi vi invitiamo a votare NO, il 21 ottobre, a quella approvata nello scorso marzo.
Domenica si sono svolte le cosidette primarie per la leadership del nuovo Partito Democratico.
Un bagno di folla ha partecipato a questa consultazione e non è stata da meno la nostra cittadina, Sinnai.
Tralasciando i risultati, tralasciando qualche piccola polemica o sospetto che si innesca inevitabilmente in questi casi, il dato più sorprendente è la massiccia partecipazione dei cittadini.
Una partecipazione che è andata oltre gli schieramenti, che ha visto alcuni movimenti trasversali e che io definirei comunque positivi.
La gente, ovvimanete tendenzialmente con idee compatibili col nuovo PD, ha voluto incidere su un avvenimento che si ripercuoterà sulla politica Italiana e soprattutto sua politica sarda.
Non vè dubbio che il nome del leader designato sarà influente sulle dinamiche politicihe e strategiche della Regione e quindi condizionerà (speriamo in positivo) su quasi tutto l'arco costituzionale e partitico sardo.
Oggi si ha un nuovo partito, un suo leader e si attende la politica programmatica di questo nuovo soggetto.
Noi sardisti, fuori da questa dinamica interna, siamo comunque attenti alle evoluzioni e come sempre pronti al dialogo ed alla collaborazione.
La sentenza di un giudice tedesco che ha condannato a sei anni un emigrato sardo accusato di aver violentato la sua ex fidanzata non dovrebbe creare molto stupore data la crudeltà dell’azione se non fosse che all’imputato in questione è stata concessa un’attenuante perché SARDO!!!
Siamo nel 2007 e purtroppo noi sardi veniamo ancora tacciati come barbari, delinquenti che agiscono in modo spietato contro le proprie donne.
I sardi sono stati sempre vittime di questi pregiudizi, sin dai primi dell’800 ma pensare che ancora oggi permanga questa assurda convinzione e questo luogo comune senza basi fondate, c’indigna e ci disgusta.
Pensare che sia un giudice, che dovrebbe essere il garante della giustizia e della correttezza e che non dovrebbe basare le proprie decisioni e le sentenze sulla base dell’impronta etnico-culturale con cui è stato da sempre etichettato il popolo sardo, ad evidenziare che lo spessore morale sia diverso nei vari uomini, a seconda della provenienza geografica, mi preoccupa e mi ferisce profondamente.
Le teorie lombrosiane del delinquente nato caratterizzato da specifici tratti somatici si pensava fossero ormai sepolte da un secolo invece a quanto pare il giudice di un paesino della Bassa Sassonia è ancora condizionato da teorie stupide tendenti al razzismo e all’antisemitismo.
Il giudice tedesco, forse, si dimentica che il Popolo Sardo è un popolo che ha una identità e una cultura pacifista e la donna madre ha assunto sempre più un ruolo determinante nella famiglia e nella società sarda (matriarcale).
Il Comune di Sinnai, così come altri Comuni della Sardegna rappresentanti circa 700mila abitanti, ha contribuito anche ecnomicamente al recupero del cimitero di guerra di Monte Zebio.
Lì sono sepolti 212 militari caduti nella Grande Guerra del 15/18.
Il Comune di Sinnai, come tanti altri, ha voluto onorare i proprio caduti e fra questi nello specifico tre salme recuperate di nostri concittadini (Escana, Cinus e Cocco).
Una manifestazione commovente, piena di fascino storico che ha permesso di rivivere la storia ed ha permesso di non dimenticare i nostri avi.
I nostri avi, gente onesta, contadini e pastori che sono stati catapultati in un mondo nuovo per difendere la "patria" e che, reduci da quella terra di guerra e dalle dinamiche belliche, hanno animato il movimento degli ex combattenti poi sfocciato nella costituzione del PSD'Az (1921)
Partito Sardo d'Azione nato per la rivendicazione del diritto dei sardi, per l'emancipazione del popolo, per manifestare la dignità e l'esigenza di un popolo, quello sardo, che meritava e merita ben altre prospettive e condizioni di vita.
Da un'esprienza così si rientra più sardi, più saggi, più consapevoli della storia.....PIU' SARDISTI
Una delegazione del Comune ha presenziato alla manifestazione di commemorazione ed all'inaugurazione dell'ultimo lotto recuperato.