:: Chi sono
Utente: SinnaiBlog
ROSSOMORI di Sinnai


:: Ultimi commenti
utente anonimo in Consiglio Nazionale ...
SinnaiBlog in Consiglio Nazionale ...
utente anonimo in UNISCITI A NOI, DIVE...
SinnaiBlog in UNISCITI A NOI, DIVE...

:: Links
AZIENDA AMICA
Claudia Zuncheddu
Comune di Sinnai
FORUM ROSSOMORI
Italo Orrù, il fotografo di Sinnai
PDL Sinnai
Rivista on line su Sinnai
Sinnia Bilingua
Sito ufficiale dei ROSSOMORI




Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo. (da L'avvenire della Sardegna, Il ponte, ottobre 1951)
domenica, 24 febbraio 2008
 

>> Il documento approvato dal Consiglio nazionale del Psd’az. Liste di resistenza democratica.

Il Partito Sardo d’Azione considera l’attuale momento politico contraddistinto da fattori dinamici e insieme drammatici. Da un lato, infatti, è evidente che l’accordo tra Veltroni e Berlusconi preannuncia una riforma strutturale del sistema Italia; dall’altro è chiaro che le riforme andranno sotto il segno di una grande concentrazione del potere che potrebbe ridurre gli spazi di partecipazione democratica, secondo un neocentralismo presidenziale di matrice americana. È preoccupante che entrambi gli schieramenti manifestino una marcata subalternità alla cultura che riconosce alle strutture finanziarie dei mercati una sorta di legittima supremazia sui rapporti sociali e politici e sulle architetture istituzionali che i popoli hanno scelto per se stessi.

Come pure risulta evidente che entrambi prediligono l’organizzazione del consenso fondata sul leaderismo esasperato, concepito come veicolo attraverso cui garantire la nascita di un potere tanto libero da controlli e da bilanciamenti quanto pericoloso per i diritti degli individui e dei corpi sociali intermedi.

La distinzione tradizionale tra la Destra e la Sinistra non corrisponde dunque più alla realtà della dialettica degli interessi sociali legittimi, ma attiene invece alle forme convenzionali - con vago ricordo della storia - con cui due grandi gruppi di potere nazionali si stanno proponendo agli elettori.

La forte similarità dei programmi dei due schieramenti rivela la loro sostanziale connaturalità. L’accordo esplicito tra il Partito democratico e il Partito delle Libertà di trasformare sin d’ora il sistema elettorale italiano in un sistema bipartitico ambisce, inoltre, a negare il diritto alla parola e all’esistenza a chi si sente differente e pretende di poter parlare con la propria voce.

La Sardegna, per i sardisti, sta in Europa come una nazione che si percepisce come una grande “differenza” della cultura europea. Per i sardisti l’autogoverno dei sardi non è una funzione delegata dallo Stato italiano, ma un diritto fondato sulla straordinaria storia dell’Isola, unica in Europa ad aver conservato come in uno scrigno, nella sua lingua, nella sua terra e nella sua volontà, ciò che l’Europa e il Mediterraneo hanno vissuto e già dimenticato.

L’ambizione all’autogoverno è fondata sul sangue dei morti in battaglia, sul sudore di chi ha lavorato questa terra per renderla migliore, sulla fatica dei giovani che sono stati spronati a studiare da chi non aveva potuto studiare. Essa è fondata sulla consapevolezza politica dell’essere stati depredati da un fisco iniquo, da un sistema economico nazionale che ha privatizzato i profitti e socializzato le perdite, soprattutto umane e ambientali. I sardisti non sacrificano la memoria dei sardi in nome di facili annessioni o in nome di slogan suggestivi. La logica bipartitica pretende o l’omologazione o il silenzio.

 A questa logica sottilmente liberticida occorre ribellarsi e proporre all’elettorato una lista di resistenza democratica che rappresenti lo spirito e i valori dell’Europa solidarista, democratica e federalista che da sempre le nazioni senza patria in cui l’Europa affonda le sue radici progettano di costruire. Valori che hanno animato anche l’ultima battaglia referendaria contro la legge statutaria della Sardegna, la quale voleva plasmare la Regione sarda secondo il cesarismo politico finanziario che oggi caratterizza il governo regionale sardo e che è responsabile della grave questione morale e della crisi dei redditi e dei diritti che attraversa la Sardegna. I sardisti hanno voluto il referendum perché sono democratici.

PER QUESTE CONSIDERAZIONI alle prossime consultazioni politiche, il Partito Sardo farà liste col proprio simbolo ma aperte, che difendano il pluralismo e il diritto della nazione sarda a parlare direttamente e non per interposta persona. E lo farà possibilmente in accordo con quei cittadini liberi e quelle forze sociali e politiche che contestano le scorciatoie oligarchiche bipartitiche e che con il Partito sardo hanno condiviso la battaglia contro la Statutaria. Un progetto ambizioso per portare nel Parlamento italiano un Sardista che sia la voce della specialità nazionale che la Sardegna ora e sempre rappresenterà. Solo questo riconoscimento sarà alla base di qualsiasi ulteriore negoziato con gli altri partiti o raggruppamenti. I sardisti si preparano anche in questo modo per offrire ai sardi, alle prossime regionali, un’alternativa credibile alla politica dell’attuale governo regionale del Presidente Soru.


se vuoi, puoi lasciare dei commenti
venerdì, 22 febbraio 2008
 

>> Ultimi sondaggi, 22 febbraio 2008

coesis

se vuoi, puoi lasciare dei commenti
giovedì, 21 febbraio 2008
 

>>

P2100416

Cerbus e Cannaxius all'uscita

 

 

P2100421

Cerbus e Cannaxius "Cumbiausu"

 

 

P2100408


se vuoi, puoi lasciare dei commenti
lunedì, 18 febbraio 2008
 

>> Dinamiche politiche

Gli ultimi giorni sono caratterizzati dal movimento politico inerente le consultazioni elettorali per il parlamento e dalle polemiche e crisi in Consiglio Regionale.

Entrambi gli avvenimenti potrebbero avere risvolti politici per il PSD'Az e soprattutto hanno risolti politici rilevanti in generale.

Vediamo sempre più la polarizzazione dell'attenzione politica verso i due maggiori partiti (PDL e PD) che mettono ai margini o tentano di farlo alcune formazioni politiche storiche, utili che hanno una consistente rapresentanza nel paese (nel loro insieme).

ciò avviene ancora una volta a causa della legge elttorale che premia chi ha più voti della seconda lista o colazione votata e che potrebbe dare una rappresentanza, in particolar modo alla camera, di un 51% anche a chi prende il 38% dei voti. Questo è fatto per la cosidetta governabilità ma è alquanto ingiusto e non certo rispecchia la società italiana.

Il miglior sistema elettorale sarebbe effettivamente quello adottato nei comuni, dove esiste di fatto uno sbarramento al 3%/4%, dove si è rappresentati in consiglio in termini proporzionali e dove si può avere un premio di maggioranza adeguato per amministrare con relativa tranquillità.

Assistiamo ad una campgna elettorale o meglio ad una pre campagna elettorale che vede il PD curiosamente non apparentato con PS e che vede l'UDC fuori dall'orbita del centro destra.

E' possibile che a livello Sardegna ciò possa avere dei risvolti, io dico positivo, nel progettare e ipotizzare un "terzopolo"?.

Sarebbe francamente auspicabile un bel polo sardista-socialista-cristianocentrista.
Sarebbe sicuramente un laboratorio aperto e farebbe sì che l'obbligo di schierarsi necessariamente a destra o sinistra tramonti definitivamente.
Un laboratorio politico che veda programmi, ragionamenti, punti di governo in comune per la Sardegna.
Uscire dallo schema sinistra o destra non può che far bene ai sardi, alla nostra economia, alla nostra società ed alla nostra politica.
I sardisti hanno sempre auspicato questa strategia che veda il popolo sardo al centro delle attenzioni.
Le esigenze quotidiane di tutti i sardi a prescindere dagli schieramenti preconcetti.
Al di fuori di schemi che non ci appartengono; sarebbe veramente ora di percorrere questa strada assieme, sarebbe veramente ora di sperimentare per il bene di tutti noi un terzo polo serio in Sardegna e poi la parola agli elettori.


se vuoi, puoi lasciare dei commenti (3)
lunedì, 11 febbraio 2008
 

>> Un successo.....IS CERBUS

Il carnevale etnico e tradizionale non è solo quello barbaricino e la gente lo sa e vuole altro.

Domenica 10 febbraio abbiamo potuto assistere ad un evento straordinario per Sinnai, nel senso proprio letterale "fuori dall'ordinario, il carnevale tipico sinnaese al centro dell'attenzione di centinania e migliaia di persone.
Abbiamo scommesso su questo evento ed abbiamo vinto (per il momento).

Infatti abbiamo sempre pensato che se il cagliaritano (nostro turista di riferimento) potesse prender la macchina e recarsi in barbagia per assistere al tradizionale carnevale perchè non poteva farlo per venire a Sinnai.

Vantiamo una tradizione di tutto rispetto quei Cerbus che tanto abbiamo amato, che tanto abbiamo tutelato; era ora che potessero vederli anche gli altri.

Allora via alle danze. Organizzazione assieme alle migliori realtà associative del paese, un programma leggermente allungato ed articolato, una comunicazione appena appena coordinata e pianificata.

Et voilà, SA PRAZZA E SA BIDDA PRENA DE GENTI, PRENA DE CASTEDDAIUSU.
Si vontano turisti nei ristoranti, pullman di visitatori, gli operatori presenti nelle botteghe artigiane che hanno fnito tutta la merce, 80 k. di zeppole distribuite, litri di moscato, centinaia di gente che ha ballato al ritmo di launeddas, tutti soddisfatti.

Un evento da ricordare, una serata di festa particolare, i turisti che invadono il paese, calinkunu xrebu binazzau, orgoglio sinnaes alle stelle.


Speriamo siano rimasti tutti soddisfatti, a parte qualche solito invidioso, e che l'anno prossimo ci sia altra gente, molta gente, sempre festa, molta gioia.

A si biri cun saluri


se vuoi, puoi lasciare dei commenti
giovedì, 07 febbraio 2008
 

>>


se vuoi, puoi lasciare dei commenti (1)
martedì, 05 febbraio 2008
 

>> Approvata dal Consiglio Regionale una norma per la “cittadinanza digitale”.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il Consiglio Regionale a larghissima maggioranza ha approvato un emendamento dell'On.le Scarpa che ha introdotto nella Legge Finanziaria Regionale per il 2008 l’articolo “1-bis - primi istituti di cittadinanza digitale”.

Si tratta di una norma davvero importante, che apre una fase nuova nei rapporti tra la Regione e la comunità regionale e ne impronta le relazioni all’uso delle nuove tecnologie.

Grazie alla norma la Regione promuoverà nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell’interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici mediante l’uso delle nuove tecnologie. Questo tramite l’allestimento di un apposito portale regionale di servizi internet al quale tutti i cittadini aventi diritto di elettorato attivo possono registrarsi ed accedere mediante apposito codice di accesso riservato.

Con queste modalità la Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i singoli Consiglieri Regionali ed il Consiglio delle Autonomie Locali potranno consultare la comunità dei cittadini registrati sul portale ponendo  precise questioni di interesse collettivo. Gli esiti delle consultazioni avranno efficacia meramente consultiva.

La norma prevede che gli indirizzi attraverso i quali attivare il portale, favorirne la divulgazione ed utilizzo tra i cittadini, regolamentare le modalità di consultazione e la diffusione dei risultati saranno definiti dal Consiglio Regionale.

Intento della norma è quello di migliorare la qualità della partecipazione dei cittadini ai processi di decisione politici ed amministrativi in capo alle assemblee elettive ed agli organi di governo utilizzando le nuove tecnologie. La norma non si sovrappone in alcun modo agli strumenti statutari di espressione della volontà popolare, quale il referendum.

Sarà ora importante una immediata iniziativa del Consiglio Regionale, tramite la sua commissione per i diritti civili, al fine della celere definizione degli indirizzi alla Giunta perché la norma trovi al più presto concreta esecuzione.

I componenti della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale in fase istruttoria hanno espresso parere favorevole all’emendamento, la Giunta Regionale in fase di votazione si è rimessa all’ aula, ed i numerosissimi colleghi che, intervenendo in dichiarazione di voto per condividere la finalità della norma, hanno proposto numerosi correttivi che hanno migliorato il testo della norma.
                    


se vuoi, puoi lasciare dei commenti (1)
venerdì, 01 febbraio 2008
 

>> Sinnai alla Sardinale di Berlino, 2 Febbraio 2008

Sabato 2 febbraio il cortometraggio “IS CERBUS” (prodotto dalla Eia Sardinia Service e dalla casa produttrice LES FILMS DU CORSAIRE) sarà proiettato alla manifestazione la Sardinale a BERLINO nell’ambito del Festival del cinema di Berlino 58° edizione della BERLINALE.

La proiezione de IS CERBUS permetterà a Sinnai ed alla sua maschera tipica di farsi conoscere in Europa e di candidare la cittadina sinnaese come una tappa del nuovo circuito mondiale del cineturismo.

A Berlino sabato si svolgerà una tavola rotonda sul tema CINETURISMO quali risvolti per la Sardegna. saranno presenti registi, produttori e l'unioco ammnistratore della Sardegna per conto del Comune di Sinnai l’Assessore al Turismo.

Un modo per capire quali prospettive può avere il nostro territorio, oltre la classica frequenza turistica, e quali ricadute economiche si prospettano con la cinematografia che sempre più attinge a piene mani in Sardegna.

Un ritorno di immagine non indifferente che proietta Sinnai e la sua immagine nel mondo.


se vuoi, puoi lasciare dei commenti (1)
:: Argomenti
candidati
etica
presentazione
programma
risultati
rossomori
sardismo ideologia sardista mode

:: Archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---


www.flickr.com