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Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo. (da L'avvenire della Sardegna, Il ponte, ottobre 1951)
sabato, 22 agosto 2009
 

>> ROSSOMORI TV

Una setzioni noa de su situ

http://rossomori.eu/rossomori-tv/

In custu situ eus obertu una setzioni noa.

Nci intrais de pitzus e nci agatais is vìdeus bonus de is Rossomori, chi faint biri is fainas polìtigas de is Rossomori cumenti partidu, o mancai cumenti personas puru.

Po su fatu chi su vìdiu est una aina poderosa po comunigai, tòcat chi is Rossomori aparicint unu cursu po imparai a fai vìdius, po fai connosci sempri mellus su traballu polìtigu nostu.

S’eus a fai sciri in is noas de custu situ e totu.


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sabato, 15 agosto 2009
 

>> Sinnai saluta LE CAPTAIN

abu

 

 

 

Su Capitanu Mohamed Mohamedine Aboubacrine El Moctar, s’est arrendiu a una battalla po sa vida.
Stimada is sardus po s’assimbillu de su populu  tuareg cun su populu nostu. Battallada po sa libertadi e s’identidadi de sa genti sua. Pastoris cummenti a nosu, cun is tuareg de su desertu,   seusu « gli ultimi nomadi della terra ». Aici naranta.
 
 
« Que la terre lui soit légère et que son âme repose en paix, amin »
 
Il primo agosto ci ha lasciato il grande capo  Tuareg amico dei sardi.
 
Dopo un lunga  malattia il « Capitano Mohamed Mohamedine Aboubacrine El Moctar », grande leader non solo per il suo popolo ma conosciuto in  tutto il mondo sahaelino e arabo, è deceduto a Bamako, in Mali.
Divenuto grande amico dei sardi nel corso di tre soggiorni in Sardegna, nel corso dei quali « le Capitain » è stato curato da numerosi medici e personale paramedico a Cagliari con amore e con il rispetto dovuto a un uomo e a un leader della sua importanza.
 
Nel corso di quei soggiorni in Sardegna, ha partecipato a numerosi incontri fra semplici amici e a convegni, sul popolo tuareg e la situazione geo-politica del Sahel e del Sahara, nella  facoltà di  Scienze Politiche, università di Cagliari, a Sinnai in un’affollato incontro organizzato in collaborazione con «l’associazione Media Mundi e il Comune, e a serate divulgative della cultura tuareg con le donne dell’associazione Inner Whell.
 
Il Capitano Aboubacrine, insieme all’associazione sarda Azalai « Una scuola per i piccoli Tuareg », fondata da Claudia Zuncheddu e da appassionati viaggiatori sahariani, ha promosso e gestito da diversi anni la scolarizzazione e l’assistenza ai bambini nomadi del deserto del Mali. Promuovendo iniziative umanitarie in una zona del Sahara « abbandonata da dio », Azalai e Aboubacrine hanno contribuito a difendere la cultura e l’etnia tuareg e i diritti di questo popolo a conservare la propria storia, la propria lingua, la propria tradizione e a permanere in quelle aree geografiche desertiche  storicametne da loro frequentate, contribuendo con ciò a sviluppare forme di economia tradizionale che si contrappongono alla desertificazione del territorio e all’emigrazione delle popolazioni.
 
Nel rispetto della storia di questo leader tuareg, a sua volta animatore in Mali dell’associazione APRODEZA (per la difesa e lo sviluppo delle terre aride) e nel ricordo del suo operato in difesa del diritto alla sopravvivenza e alla conservazione della cultura del proprio popolo, l’associazione Azalai - « Una scuola per i piccoli tuareg »  continuerà e rafforzerà questo legame di solidarietà e di cooperazione che si è creato fra il popolo sardo e i tuareg del Mali, promuovendo e dando continuità al progetto di scolarizzazione e di sostegno a questo popolo.
                                                                                   
                                                                  Segreteria dell’associazione Azalai


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lunedì, 10 agosto 2009
 

>> BANDIERE E INNI DELLA LEGA SOLO PAROLE AL VENTO

Sarebbe troppo semplice fare polemica su dialetti e lingua, per chi dal 1977, con una proposta di legge di iniziativa popolare (una firma po comintzare), si batte per l’applicazione del bilinguismo perfetto.

E’ quanto sostiene Paolo Mureddu presidente Rossomori, sulla proposta di legge della Lega per l’introduzione di bandiere e inni regionali. La realtà è che dal nord leghista non viene niente di nuovo e niente mai verrà. Anzi, da loro viene tutto ridicolizzato, anche la nostra identità di popolo e nazione.
I Rossomori scelgono di cambiare terreno: Perchè non parliamo della proposta di creare le gabbie salariali? Un atto discriminatorio e razzista. Altra domanda: Perchè non parliamo della decisione di chiudere la Ineos di Macchiareddu,  con bilancio in attivo, per favorire la fabbrica di Varese (area leghista) in perdita?

Per questo non saranno le proposte leghiste su bandiere e inni, che aiuteranno i sardi nella battaglia per una sovranità compiuta che auspichiamo da secoli. E sempre da secoli, cari leghisti, siamo detentori di bandiere, inni e di una lingua che ci fà unici nel mondo.


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lunedì, 03 agosto 2009
 

>> MANIFESTO DEL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE

Un nuovo mondo è possibile?
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> Un vasetto di yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 10 euro al litro, ha bisogno di contenitori di plastica e di imballaggi di cartone, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato.

Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conservanti ed è ricchissimo di batteri.

Lo yogurt autoprodotto è pertanto di qualità superiore rispetto a quello prodotto industrialmente, costa molto di meno, non comporta consumi di fonti fossili e di conseguenza contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, non produce di rifiuti. _imagesillustrazioneGT RagazziNew2mondo felice

Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché lo yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci, sia perché non richiede consumi di carburante, quindi fa diminuire la domanda di merci, sia perché non fa crescere i costi dello smaltimento dei rifiuti.

Ciò disturba i ministri delle finanze perché riduce il gettito dell'IVA e delle accise sui carburanti; i ministri dell'ambiente perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci e non possono più sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell'ottica dello «sviluppo sostenibile»; i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perché non possono più distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; le aziende municipalizzate e i consorzi di gestione rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori degli inceneritori collegati a reti di teleriscaldamento, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gasolio (che devono comprare).

Ma non è tutto.

I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intestinale e fanno evacuare meglio. Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro giornata leggeri come libellule. Pertanto la qualità della loro vita migliora e il loro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perché non devono più comprare purganti. Ma ciò comporta una diminuzione della domanda di merci e del prodotto interno lordo. Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono migliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda comporta dunque anche una diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo.

Ciò disturba una seconda volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Ma non è tutto.

La diminuzione dei rifiuti e della domanda di yogurt e di purganti prodotti industrialmente, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidità del traffico stradale e autostradale. Gli altri autoveicoli possono circolare più velocemente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualità della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburante e si riduce il prodotto interno lordo.

Ciò disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Ma non è tutto.

La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d'incidenti. Questo ulteriore miglioramento della qualità della vita indotto dalla sostituzione dello yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mortuarie, sia le spese per le riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non più riparabili.

Ciò disturba una quarta volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Il Movimento per la Decrescita Felice si propone di promuovere la più ampia sostituzione possibile delle merci prodotte industrialmente ed acquistate nei circuiti commerciali con l'autoproduzione di beni. In questa scelta, che comporta una diminuzione del prodotto interno lordo, individua la possibilità di straordinari miglioramenti della vita individuale e collettiva, delle condizioni ambientali e delle relazioni tra i popoli, gli Stati e le culture.

La sua prospettiva è opposta a quella del cosiddetto «sviluppo sostenibile», che continua a ritenere positivo il meccanismo della crescita economica come fattore di benessere, limitandosi a proporre di correggerlo con l'introduzione di tecnologie meno inquinanti e auspicando una sua estensione, con queste correzioni, ai popoli che non a caso vengono definiti «sottosviluppati».

Nel settore cruciale dell'energia, lo «sviluppo sostenibile», a partire dalla valutazione che le fonti fossili non sono più in grado di sostenere una crescita durevole e una sua estensione a livello planetario, ne propone la sostituzione con fonti alternative. Il Movimento per la Decrescita Felice ritiene invece che questa sostituzione debba avvenire nell'ambito di una riduzione dei consumi energetici, da perseguire sia con l'eliminazione di sprechi, inefficienze e usi impropri, sia con l'eliminazione dei consumi indotti da un'organizzazione economica e produttiva finalizzata alla sostituzione dell'autoproduzione di beni con la produzione e la commercializzazione di merci.

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