questi giorni il mondo della scuola è in fermento. Precari che occupano tutte le sedi istituzionali dell’amministrazione scolastiche ( ex- provveditorati); fermento perchè il ministero dell’interno ha ordinato al corpo deiVV.FF. di ispezionare tutte le sedi scolastiche ( elementari, medie e superiori) per verificare se sono possessori di certificato di prevenzione incendi, ( come se non lo sapessero!!!) e certificare la chiusura degli edifici non in regola; in fermento perchè il 17 settembre si apre la scuola con tagli generalizzati sia sulla didattica , sia sui precari sia sul personale Ata e per finire la riduzione del personale che da anni è impegnato sui ragazzi portatori di handicap.
In fermento perchè il governo nazionale di centro-destra continua nel suo progetto di smantellamento della scuola pubblica facendo mancare le risorse e invece finanziando la scuola privata ( nel nostro paese scuola privata vuol dire scuola della chiesa!!!). 
Le scuole della chiesa però non accettano disabili; perchè nelle loro scuole si va solamente a studiare, tanto ( sic!)! e nessuno può creare distrazioni o creare disturbo ai ragazzi di buona famiglia che si possono permettere le rate onerose di scuola di chiesa e di classe. Chiedete quanti sono i ragazzi con disagio accettati da quella istituzione. I soldi dello Stato anche in disprezzo della Costituzione Repubblicana sono indirizzati in quel tipo di scuola. Oggi i precari erano a protestare di fronte alla prefettura volevano far sentire la loro voce e la loro rabbia a chi rappresenta nel territorio il Governo.
Noi ROSSOMORI siamo in questa battaglia solidali con loro. Non accetteremo che si smantelli la scuola pubblica tagliando i finanziamenti dovuti. Non accetteremo in silenzio i licenziamenti di 3000 insegnanti sardi. Non accettermo che l’assessore Baire regali allo stato 20 mlioni di euro sostituendosi ad esso nel finanziamento dei progetti scolastici. I docenti non chiedono l’elemosina dell’ultima ora!! Vogliono un progetto di scuola che li veda impegnati ad ogni livello della didattica, vogliono lavorare e dare a loro stessi una speranza di vita.
Bisogna dire alle famiglie sarde che questa battaglia è anche per i loro figli e nipoti , che da sardi non ci possiamo permettere di vedere il luogo della conoscenza e della formazione in mano a due ” accabbadoras”. Insieme lottiamo per una scuola pubblica e democratica che dia a tutti la possibilità di un futuro migliore e diverso. Non diventiamo complici de sas accabbadoras!!!
a Foras!!